//
stai leggendo...
Conceptual Papers

EDITORIALE: Quale età per la Terra?

La domanda sembrerà banale, ma la risposta dipenderà dalle convinzioni di chi si interpella. Se la diatriba tra visione creazionista ed evoluzionista fa ancora banco, qualunque sia l’età della Terra, di fatto, le nostre certezze cambiano.

Così, se il  nostro mondo invecchia, cambia anche il modo di raccontarlo.

Nel 20° secolo la biologia pensava di essere approdata al determinismo genetico. Più sorprendentemente, oggi, con la genomica, dalla prospettiva della biologia sistemica e della biogenesi, sarebbe riduttivo definire un “gene” come una sequenza genomica, in quanto, ciascun componente genomico interagisce sia direttamente che indirettamente con altri componenti genomici e non-genomici (quali proteine, RNA), per cui la natura del genoma è sistemica e ‘de-localizzata’. Già il pensiero evoluzionista di Dawkins, parlando del ‘gene egoista’, ha anticipato la prospettiva della ‘selezione sociale’ nell’evoluzione dell’uomo.

La precarietà investe, anche, l’impianto concettuale che definisce le basi assiomatiche della medicina, in tutti i suoi ambiti e/o pertinenze, quali il suo statuto, il suo canone e procedimento.

Con un’apertura alla comprensione della medicina quale costruzione sociale, i curatori di questi EDUCATIONAL PAPERS, intendono diffondere una visione evoluzionista e post-moderna della medicina e della conoscenza scientifica. Ciò significa interpretare ogni scienza come sapere strumentale, come un insieme di pratiche adattative o abiti d’azione per fronteggiare i bisogni di una comunità che in tali prassi si riconosce. Una tale prospettiva comporta realizzare che la conoscenza è un predicato e che il suo soggetto è storico, sociale e, paradossalmente, linguistico.

Scartare l’idea della Modernità circa la conoscenza come una corretta comprensione da parte di un io intelligente di una realtà con una sua ontologia e una sua conseguente metafisica implica uno spostamento verso la Post-Modernità. La scienza odierna non può esimersi dal confronto con temi quali il linguaggio, con tutti quei costrutti serviti come legittimazione, quale la teoria della “verità per corrispondenza”, con la questione del rappresentazionalismo e, anche, di un’etica politica. In breve, né la scienza né la medicina, comprese tutte le scuole relative alla malattia, alla cura e alla salute, possono esimersi dal fatto di essere conoscenza e, quindi, costruzione umana e, pertanto sociale.

Aprire la questione della medicina a questa prospettiva costituisce una premessa per le sue possibilità evolutive, schiudendo uno spazio di possibilità logico – normative e allocando opportunità di pensiero e azioni alla luce di nuove visioni della società scientifica post-moderna.

Rinaldo Octavio Vargas, sociologo & Eugenia D’Dalterio, biologa

Annunci

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...