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Conceptual Papers

EDITORIALE Apertura anticipata

Quando le tradizioni culturali, le pratiche sociali e le istituzioni politiche, collassano o sono sfidate a tal punto che diventa opinabile continuare come prima, la domanda più frequente è come rinnovarle, come trasformarle. L’urgenza di avere risposte è legata sia alla consapevolezza della crisi in atto, sia all’evidenza che le cose stanno andando male. Tale perentorietà scaturisce, anche, dalla necessità di ripensare gli impegni di certi gruppi sociali con certi ideali e pratiche o, forse, di sbarazzarsene e immaginare, oggi, ciò che non è stato ancora tentato, scoprendo possibilità prima impensabili.
Così, anche se, non sempre esplicita e, certamente, poco compresa, l’esperienza della crisi potrebbe essere la sollecitazione primaria a pensare circa il nostro tempo: la post-modernità. E questo dover riflettere sul proprio tempo, non è né un accidente, né un fatto casuale circa la post-modernità. Come la modernità che l’ha preceduta, la post-modernità obbliga al pensiero sulla crisi perché essa, con la sua capacità di cambiamento, genera continuamente crisi.
Far comprendere quanto interconnesse sono, dalla modernità ad oggi, crisi, criticità e necessità di cambiamento, è uno degli obiettivi di BIO Educational Papers: Medicina Costruzione Sociale nella Post-Modernità – Retroscena.
Il nuovo, però, non è qualcosa sul quale si può esercitare un controllo diretto e totale. Nel nuovo vi è sempre un aspetto contingente e, in più, una volta emerso, può possedere una propria forza nell’auto-istituirsi e nell’auto-verifica delle sua qualità.
In ogni modo, sia che il nuovo venga considerato come qualcosa che si desideri o come qualcosa che ha volontà propria, siamo, normativamente, obbligati ad affrontarlo. Fallire, nell’essere recettivi ai necessari cambiamenti, vorrebbe dire fallire nell’entrare in una realistica relazione normativa col nostro tempo. Soddisfare tale obbligo, verso il nuovo, richiede che apprendiamo le possibilità insite nel presente e dalla cui realizzazione dipenderà il nostro domani.
Questo atteggiamento, vigile al presente, presuppone un gesto di apertura anticipata verso il futuro, a come, diversamente, le cose potrebbero andare. Ma, nel prendere una tale posizione si rischia di scoprire che entrare nel giusto rapporto con il proprio tempo può significare pensare e vivere in una sorta di “contraddizione” con quanto del passato ancora sopravvive. Tuttavia, solo la previsione di un futuro diverso consente di gestire la “contrapposizione”, nella consapevolezza che la propria apertura è in sintonia con le condizioni sociali e culturali in corso di cambiamento.

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