//
stai leggendo...
Conceptual Papers

VITA … che concetto!

Rinaldo Octavio Vargas, sociologo ed Eugenia D’Alterio, biologa.

Alla fine di giugno 2010, Craig Venter [1] annunciò i risultati del lavoro del suo laboratorio sui metodi di trapianto di genoma che consente la trasformazione di un tipo di batteri in un altro, dettata dal cromosoma trapiantato. In altre parole, una specie diventa un’altra. Parlando a EDGE[2] sulla ricerca, Venter fece notare quanto segue:

“Ora sappiamo di poter avviare un sistema di cromosoma. Non importa se il DNA è chimicamente realizzato in una cellula o in una provetta. Fino a questo sviluppo, se avevi fatto un cromosoma sintetico, avevi il problema di cosa fartene. Utilizzarlo per sostituire un cromosoma esistente in un sistema cellulare, nel caso funzioni, sembra l’utilizzo più efficace. Noi non sapevamo se ciò avrebbe funzionato. Ora lo sappiamo.”

Si tratta di un importante progresso nel campo della genomica sintetica. Ora sappiamo che possiamo creare un organismo sintetico. Non è più una questione di ‘se’ o di ‘come’, ma di ‘quando’, e  a questo proposito, si può pensare a settimane, mesi, non anni.

Nel mese di luglio 2010, in un provocatorio saggio dal titolo “Our Biotech Future” [New York Review of Books], Freeman Dyson ha scritto:

“L’interludio darwiniano è durato due o tre miliardi di anni. Esso, probabilmente, ha rallentato il ritmo dell’evoluzione, notevolmente. Il ‘macchinario’ biochimico di base della vita si è evoluto rapidamente nel corso delle centinaia di milioni di anni dell’era pre-darwiniana ed è cambiato poi molto poco nei successivi due miliardi di anni dell’evoluzione microbica. L’evoluzione darwiniana è lenta perché le singole specie, una volta stabilitesi, evolvono molto poco. Con rare eccezioni, l’evoluzione darwiniana richiede alle specie stabilite di estinguersi in modo che nuove specie possano sostituirle.”

“Ora, dopo tre miliardi di anni, l’interludio darwiniano è finito. Esso è stato un interludio fra due periodi di trasferimenti genetici orizzontali. L’era dell’evoluzione darwiniana basata sulla concorrenza tra specie si è conclusa circa diecimila anni fa, quando una singola specie, l’Homo Sapiens, ha cominciato a dominare e riorganizzare la biosfera. Da quel momento, l’evoluzione culturale ha sostituito l’evoluzione biologica come il motore principale del cambiamento. L’evoluzione culturale non è darwiniana. Le culture si diffondono mediante il trasferimento orizzontale di idee piuttosto che per eredità genetica. L’evoluzione culturale corre migliaia di volte più veloce dell’evoluzione darwiniana, introducendoci in una nuova era di interdipendenza culturale che noi chiamiamo globalizzazione. Ed ora, mentre l’Homo Sapiens impara a padroneggiare la nuova biotecnologia, noi stiamo rivivendo l’antica pratica pre-darwiniana del trasferimento genetico orizzontale, spostando i geni facilmente da microbi a piante e animali, sfumando i confini tra le specie. Noi ci stiamo movendo rapidamente in un’era post-darwiniana, quando altre specie diverse dalle nostre non esisteranno più e le regole della condivisione Open Source verranno estese dallo scambio di software allo scambio di geni. Poi, l’evoluzione della vita sarà ancora comunale, come era nei bei vecchi tempi prima che le specie si separassero e si fosse stabilita la proprietà intellettuale”.[3]

Risulta chiaro da questi sviluppi, così come da altri, che noi siamo alla fine di una strada empirica che ci porterà in nuovi reami della vita.

Da questi sviluppi l’universo appare come un sistema di elaborazione di informazione in cui sistemi semplici, come gli atomi e le molecole, danno adito a strutture complesse come la vita, e la vita stessa da luogo a maggiori complessità, quali esseri umani, società e quant’altro viene dopo.

Stiamo assistendo ad un punto in cui gli “dei” se ne sono andati, l’empirico si è intersecato con l’epistemologico, tutto diventa nuovo e tutto è in palio. Grandi interrogativi sorgono, questioni che affettano la vita di tutti nel pianeta.

Questi avvenimenti richiamano il verso “La razza umana tutta è un poeta che annota le proposizioni eccentriche della sua sorte”, di Stevens Wallace nel suo poema del 1946 “Men Made Out of Words”, per cui si potrebbe argomentare che la vita consista di proposizioni sulla vita.

Ospitando questi argomenti in “BIO Educational Papers – Medicina Costruzione Sociale nella Post-Modernità – Retroscena”, stiamo accogliendo nuove percezioni, stiamo sperimentando nuovi procedimenti di esplorare la scienza e sostenendo dei cambiamenti nel paesaggio intellettuale.


[1] Uno dei primi a realizzare un sequenziamento di genoma umano per fini commerciali e a creare una cellula con un genoma sintetico.

[2] Life: What a concept! EDGE Foundation Special Event at Eastover Farm Papers Edge.org – March 14, 2012

[3] Ibidem

Annunci

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: